Annunci immobiliari

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Ci sono annunci e annunci. Descrizioni statiche, brevi, concise e altre che si dilungano nei particolari. Persino esagerando anche se nulla è mai troppo. Parlando di annunci immobiliari posiamo riscontrare diversi stili nel rivelare le qualità di un immobile in vendita.

Alcuni agenti immobiliari scelgono persino la poesia e si dilettano in liriche seducenti e persuasive:

“Luogo xxx, A 3 KM DALLA COSTA. LUSSUOSA VILLA VISTA MARE, CON RAFFINATO GIARDINO. UN TRATTO UNISCE MARE E CIELO, L’INTRECCIO DEGLI ULIVI E DEI PINI. IL SOLE S’INCHINA OLTRE LA TERRAZZA. LA FELICITA’ ESISTE, DIMORA NELLA LUCE DELLE SUE STANZE, OGNI GIORNO, MERITATO PRIVILEGIO. PIU’ DI 200 MQ, PIU’ DI 10 VANI, PIU’ DI OGNI ASPETTATIVA”.

Al di là di quello che si può sfoggiare all’interno del proprio sito personale, nel quale non si hanno limiti, tanto sta nell’importanza invece degli annunci online su portali nazionali o, ancor di più, sui Free Press cartacei (recuperabili fuori ogni Agenzia) dove a comandare e a porre limiti sono gli spazi acquistati.

Tutto ha un prezzo e, a seconda di quanto posto paghiamo, abbiamo più o meno possibilità di allungarci in belle parole.

Riviste nelle quali molto spesso si trovano persino annunci senza foto e senza nemmeno le principali definizioni:

Nome dell’Agenzia
Tipologia di casa
Luogo
Prezzo
Codice di Riferimento

Null’altro. Non si sa quanto la casa è grande, non si sa se è da restaurare, nè se c’è una zona eterna. Eventualmente bisogna telefonare per ulteriori informazioni. Ma il cliente chiama in un caso così?

Diverse ricerche hanno dato modo di capire che in realtà a indurre il probabile acquirente all’informazione ulteriore è proprio l’approccio nei confronti dell’annuncio che dev’essere proclamato nel miglior modo possibile.

In altre parole, la maggior parte delle volte, un immobile descritto così poveramente e senza immagini soprattutto, non viene neanche preso in considerazione.

Per ricevere bisogna dare, è una vecchia regola della moralità umana. Da non dimenticare inoltre che su questi giornali, sono contenuti gli immobili in vendita di tutte le agenzie della provincia, motivo in più per far del nostro meglio o, davanti al paragone, l’annuncio troppo asciutto risulterebbe davvero di gusto inferiore a quello dell’agenzia che abbiamo di fronte nella strada in cui risiede la nostra sede.

Quando si ha poco spazio non ci si può certo perdere in parole inutili descrivendo “…la brezza che accarezza le chioma degli alberi trasportando con se i profumi della vallata…” ma è doveroso trovare le giuste parole chiave, non solo utili ma allettanti.

Non è semplice, è uno sforzo richiesto che il più delle volte non viene però preso in considerazione.

L’allenamento sta alla base perché sapere scrivere un buon annuncio immobiliare fa la differenza e si deve imparare ad essere prima di tutto buoni comunicatori a partire dal titolo, prima parola che viene letta e trascina, eventualmente, alla conclusione dell’annuncio.

Un esempio per quando si ha poco spazio:

Caso n°1 TRILOCALE: Milano – vendesi trilocale, 3° p., riscaldamento autonomo, zona centrale.

Caso n°2 TRILOCALE: Milano – vendesi ampio trilocale, 3°p in piccola palazzina, riscaldamento autonomo, in centro storico adiacente a Torre Saracena.

Nel secondo caso abbiamo suggestionato il cliente donando indizi ulteriori che possono averlo maggiormente incuriosito rispetto al primo esempio.

Questione di dedicarsi a quelle che vengono ritenute le piccole cose ma piccole non sono.

E’ la nostra vetrina e tutto parte da lì.

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