I “borghi fantasma” italiani

Potrebbe sembrare strano ma, in Italia, sono più di 6.000 i “Paesi Fantasma” che si contano in tutto lo Stivale senza esclusione di Regioni. Alcuni, in realtà, del tutto disabitati non sono, ma è come se gli artisti o le Comunità che li popolano non venissero presi in considerazione e questi luoghi riportano con sé fascino e mistero. Pochi i progetti a loro dedicati, la cifra totale ammonterebbe ad un numero troppo grande ed è un peccato perché sarebbe bello ripopolarli. C’è però chi ha provato a fare qualcosa da privato ristrutturando vecchie cascine e ruderi ormai decadenti trasformandole in belle case abitabili che rimangono però alla periferia di tali borghi. Spesso, per mancanza di permessi, considerate queste ultime zone pericolose. Oppure, come è accaduto nei pressi di Pordenone, nel Friuli Venezia Giulia, a Palcoda, in un paese abbandonato dai primi del ‘900, in seguito sfruttato come riparo dai Partigiani, è stata ristrutturata solo la Chiesa.

Sempre parlando di cifre e perché no… anche di Mercato, la notizia più incredibile invece, era arrivata tempo fa da Valle Piola, un piccolo borgo in Abruzzo, precisamente in provincia di Teramo, che era stato venduto on-line per la modica somma di 500 mila lire. Sì, l’intero paese.

Dove si può ci si mettono le mani e spesso si trasformano queste zone da decadenti a meravigliose oppure, si lasciano alla loro bellezza formata dalla natura che prende piede, permettendo ai turisti di ammirarli come accade a San Severino di Centola, in Campania, paesino che dopo essere stato completamente abbandonato, intorno agli anni ’70, è diventato ora una delle più scelte mete turistiche da chi non si accontenta di vivere il magnifico Golfo di Napoli.

Alcuni di questi sono decisamente intoccabili invece come ad esempio il Giardino di Ninfa nel Comune di Cisterna di Latina, nel Lazio, addirittura solitamente chiuso e aperto ai visitatori soltanto in alcuni periodi dell’anno e considerato monumento naturale della Repubblica mentre altri ancora sono stati ricostruiti completamente da un’altra parte dagli stessi abitanti che hanno perso, a causa di fenomeni naturali, case e paese. Località distrutte da Madre Natura o dall’uomo che ha dovuto compiere nuove opere. Si pensa così a Curon Venosta, nella provincia di Bolzano, il quale era stato completamente sommerso dal Lago Resia nel 1950 e del quale oggi si può ammirare soltanto il campanile che fuoriesce dall’acqua. Un nuovo Curon Venosta è invece emerso sulle colline poco distanti.

Infine ci sono quelli che sono serviti come set cinematografici regalando scenografie particolari e uniche. E’ accaduto ad esempio per il film del 1979 – Cristo si è fermato a Eboli – diretto da Francesco Rosi e tratto dal romanzo di Carlo Levi così come anche – Basilicata coast to coast – di Rocco Papaleo, del 2010, entrambi girati a Craco in provincia di Matera. Un borgo che era stato quasi del tutto distrutto da una frana nel 1963.

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