Colazione da Tiffany e marketing immobiliare

Venduta la casa di Truman Capote

La notizia è stata diramata dalle agenzie poco tempo fa: è stata venduta la casa newyorkese di Truman Capote, l’indimenticato scrittore e autore di perle della letteratura novecentesca come “Colazione da Tiffany”.

La casa di Capote, situata a Brooklyn Heights, è stata venduta per circa 12 milioni di dollari. E’ stata l’agenzia immobiliare di Sotheby’s ad occuparsi dell’operazione, pare si partissse da un prezzo nettamente più alto (18 milioni), e il tempo di attesa era ormai dell’ordine di due anni. Ad acquistare l’immobile una società privata.

Meravigliosa la casa, tutta gialla (Capote era un anticonformista ed esteta) e con ben 38 finestre, costruita in uno dei quartieri più esclusivi di New York, quel Brooklyn Heights dove la quotazione per un alloggio del genere si aggira mediamente intorno ai 700-800 mila dollari.

Situata al numero 70 di Willow Street, la dimora di Capote si estende su circa 900 metri quadrati ed è dotata di 11 camere (e altrettanti caminetti), 7 bagni, un cellar (cantina per i vini), un salone, un coregografico scalone interno (da cui Capote ama scendere compiacendo il proprio ego smisurato). Chiude il tutto un giardino, uno “sbocco” verde di (ben) 230 metri quadrati.

La casa, costruita nel 1839, era fuori dal mercato da ben 70 anni.

Quando si dice “valorizzazione”. L’appartenenza a personaggi famosi rende ovviamente le case più appetibili e costose. Non solo per la massa della popolazione, che poi non può neanche purtroppo permettersi certe cifre, ma anche per gli operatori, sia in acquisto che in vendita.

La casa di Capote non è l’unico esempio di marketing immobiliare “da celebrità”. Spesso ci si accontenta di molto meno. Il punto centrale è la creazione di “awareness” ossia di consapevolezza. Che si estrinseca anche in modalità più strane, ai confini del macabro: sono segnalati interessamenti da parte di privati, e società specializzate, per le case di celebrità morte in circostanza quantomeno dubbie, come Michael Jackson, Amy Whinehouse, Whitney Houston…in casa “nostra” potremmo citare il caso di Raimondo Vianello.

La cronaca nera, insomma, non aiuta solo a vendere più giornali ma “aggiusta” i valori delle case creando domande ed interesi particolari. Non solo per il gusto dell’orrido di molte persone,  ma perchè “it’s all about marketing”… questo è marketing, ragazzi…che lo vogliamo o no…

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