Crowdfunding immobiliare

Mentre si persevera nel cercare nuove idee e originali soluzioni per mantenere il Mercato Immobiliare attivo e farlo tornare ad essere il più fiorente possibile, continua ad essere un argomento un po’ tabù e ben poco sviluppato, in Italia, quello del crowdfunding. Se nelle altre nazioni questo “finanziamento collettivo” trova ampi palcoscenici sui quali potersi sviluppare, nel nostro Bel Paese rimane ancora un tema sconosciuto e poco utilizzato. Visto quasi come un qualcosa di poco affidabile, nonostante le documentazioni pronte ad attestare la veridicità dei fatti compiuti e conclusi, non spicca il volo che merita.

Come avevamo già spiegato, questo concetto, che significa dalla lingua inglese: crowd ossia “folla” e funding cioè “finanziamento” è un processo collaborativo che vede un gruppo di persone utilizzare il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi sia di persone che di organizzazioni. È una pratica di microfinanziamento dal basso che mobilita individui e risorse.

Molto più facile quindi con esso riuscire a raggiungere un obiettivo, soprattutto di carattere immobiliare perché, con il crowdfunding, si svolgono le attività in unione.

Naturalmente questa funzione trova ampio spazio ed esistenza on-line, nel mondo virtuale, e sta riscontrando molto successo ma, prevalentemente, nel resto del mondo.

In Italia però possiamo vantare oggi l’esistenza di WeAreStarting, una piattaforma di equity crowdfunding che permette di investire in promettenti start-up e PMI innovative tutte italiane. Si tratta di una società che si occupa di diversi temi e che promette a imprese e investitori di crescere e di guadagnare.

E possiamo nominare anche Laboriusa, la prima piattaforma siciliana, che canalizza iniziative charity stabilendo piccoli budget per grandi progetti.

In campo prettamente immobiliare avevamo parlato invece di Slowfunding che, come spiegava tempo fa anche la rivista Wired, è nata invece dall’esperienza di un gruppo di architetti esperti in nuovi progetti e sviluppi di abitazioni del tutto particolari.

L’imprenditoria diventa così innovativa e permette all’economia di rimanere sempre a galla è per questo che in Italia si cerca di sviluppare e far conoscere sempre più questa iniziativa. Un’iniziativa anche di carattere sociale ma non solo. In questi anni mostra anche la grande voglia di sviluppare prospetti che tocchino anche tasti come il green e lo smart.

A Lampedusa, ad esempio, il green crowdfunding si è occupato anche di energia attraverso impianti fotovoltaici per case ed edifici comunali alimentati così da energia pulita e rinnovabile e più economica ovviamente grazie appunto ad un finanziamento ricevuto da ben mille persone che hanno preso parte all’iniziativa sostenibile promossa da Greenpeace e chiamata – Accendiamo il Sole -.

Piccoli passi del Made in Italy quindi che ci fanno ben sperare.

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