Dall'annuncio pubblicitario all'annuncio immobiliare – Il titolo

Questo annuncio fiat ha 32 anni ma si riconoscono tutti gli elementi canonici di un valido annuncio pubblicitario

Gli elementi di un annuncio pubblicitario sono sempre gli stessi da oltre un secolo:

  1. Headline: possiamo definirla il titolo dell’annuncio. I pubblicitari usano anche l’espressione “claim” mentre la gente comune usa il francesismo “slogan”.
  2. Subhead: è la frase (opzionale) sotto la headline. Alcuni pubblicitari la chiamano “baseline”. In genere la si usa se occorre spiegare o approfondire la headline.
  3. Visual: è l’immagine che accompagna l’annuncio. Di solito occupa un’ampia porzione dell’annuncio: i 3/4 o i 2/3.
  4. Body copy: è il corpo del testo. Spiega il prodotto in qualche centinaio di battute. Richiede che sia scritto con un buon attacco per incentivarne la lettura.
  5. Logo.
  6. Pay off: molte aziende hanno dopo il logo una scritta che riassume la loro filosofia o il loro modo di operare. Il “just do it” di Nike ne è il migliore esempio.

A grandi linee questi sono gli elementi di un annuncio pubblicitario. A seconda dei casi cambiano i pesi, ovvero alcuni elementi possono essere più o meno enfatizzati. Oppure possono essere anche del tutto assenti come avviene per esempio con gli annunci relativi al mondo fashion fatti solo da visual e logo.

Gli annunci immobiliari spesso seguono uno schema completamente diverso.

Nel caso degli annunci delle agenzie, per esempio, viene ancora data molta enfasi alla parola “vendita” o “affitto” che hanno il peso della headline. La localizzazione e la tipologia diventano invece delle semplici subhead. Vediamo un esempio

Naturalmente è importante specificare si si tratta di una vendita o un affitto ma può anche essere specificato in un secondo momento. Invertendo l’ordine si fornisce un messaggio che può attirare l’attenzione, semplicemente perché crea da subito un elemento di distinzione rispetto a tutti gli annunci che iniziano con “in vendita”. Vediamo un esempio:

Gli elementi sono gli stessi ma il messaggio cambia. L’oggetto dell’annuncio deve essere l’immobile non il tipo di contratto, che magari è più importante per quegli agenti ancora convinti che la loro attività consista nel firmare mandati.

Inoltre, un annuncio così strutturato è più comunicativo e meno tecnico. La metratura è stata sostituita da un aggettivo. Tanto i clienti lo sanno che la metratura indicata da un’agenzia è sempre approssimativa. L’aggettivo “delizioso” e l’avverbio “adesso” servono anche a comunicare una novità che magari non lo è ma lo sembra.

Nel prossimo post, analizzeremo altre differenze tra annunci pubblicitri e annunci immobiliari.

Antonio Rainò per Immobiliare.com

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