Diversificazione, marketing e mercato immobiliare

la fine della crisi?

Tempi duri, tempi di crisi. Ma, come si suol dire, la necessità aguzza l’ingegno. Gli agenti immobiliare, per far fronte alla contrazione del mercato (si parla di meno 20% nell’ultimo trimestre, secondo l’Agenzia del Territorio), stanno davvero cercando di percorrere strade alternative.

Strade che possano bilanciare i mancati introiti derivanti dal calo delle provvigioni conseguenti al calo delle compravendite.

Non è facile ma, come detto, occorre davvero darsi da fare e cercare business alternativi. Ovviamente, non parliamo di “saltare il fosso” e iniziare ad uscire dal mondo immobiliare: le alternative sono e saranno comunque all’interno del vasto universo del real estate.

Partiamo con il business della dismissione del patrimonio immobiliare pubblico. Sono cifre ingenti, si tratta davvero di un valore immenso che – se gestito – potrebbe ridare aria e fiato a più di un operatore.

Il nodo è – appunto – quello di far assegnare ai mediatori “locali” gli incarichi per trattare questi immobili pubblici. Sappiamo che le associazioni professionali si stanno interessando in tal senso.

Secondo il Ministero dell’Economia, il valore “recuperabile” all’anno dalle dismissione sarebbe di 2-5 miliardi di euro, calcolando un tempo di 10-20 anni almeno per la “gestione” totale.

Di recente il Governo, con l’art. 33 del D.L. 98/2011, propone (fonte: PD) la costituzione di un Fondo nazionale finalizzato alla valorizzazione del patrimonio immobiliare tutto incentrato sul sistema dei Fondi di investimento.
La ratio dell’intervento è affiancare Regioni e EELL nella valorizzazione del patrimonio:

– canalizzando le risorse degli enti pubblici assicurativi e previdenziali

– definendo un percorso di valorizzazione urbanistica con tempi certi (modulabile dalle Regioni)

– avviando una collaborazione con AVCP per i bandi di gara tipo

– attivando le strutture del MEF: DT, portale del «Patrimonio PA a valori di mercato» con servizi per la conoscenza del patrimonio (Agenzia del Territorio, Agea); Agenzie del Demanio e delle Entrate per gli studi di settore; Convenzioni Consip; Agenzia del Demanio per il supporto tecnico ai progetti.

Staremo a vedere. Gli agenti immobiliari e le associazioni non stanno però fermi. Ed ecco un altro canale per “differenziare” il business immobiliare: l’estero. La richiesta di immobili italiani da parte di potenziali clienti stranieri non è calata. Anzi, si registra un boom per quanto concerne il comparto del lusso, totalmente in controtendenza rispetto ai dati “statici” e di decrescita del comparto “tradizionale”.

Gli acquirenti stranieri sono aumentati del 23% in 3 anni, anche i prezzi non sono stati fermi: +5%, a dimostrazione delle caratteristiche “speculari” di questo segmento rispetto alla compravendita di immobili “regular”.

Altro dato degno di nota è che l’11% di chi cerca casa in Italia non è residente nel nostro paese. Tra i principali investitori si confermano i tedeschi, francesi, russi e inglesi.

E veniamo alla terza “alternativa” al business tradizionale, stiamo parlando delle aste. In passato se ne occupavano solo professionisti, recentemente molti privati hanno iniziato ad interessarsene. Ma procedere da soli non è mai una buona idea. Ecco perchè è opportuno affidarsi ad agenti immobiliari con dimestichezza e conoscenza delle procedure da utilizzare. FIAIP ha fatto molto di più: ha stretto un’alleanza con le banche che ora hanno facoltà di segnalare ad agenti immobiliari “locali” le situazioni di “sofferenza” nei confronti di creditori inadempienti… qualora costoro non fossero più in grado di onorare il mutuo stipulato, la banca darà immediato mandato all’agente di vendere l’alloggio e recuperare quindi un prezzo ben superiore a quello che sarebbe risultato dopo una procedura “giudiziaria” classica.

Il mondo immobiliare non sta fermo, quindi, e si prepara ad affrontare la coda di questa lunga crisi. Lodevoli queste idee, siamo pronti a dare visibilità ad altre inziative similari: scriveteci!

Condividi questo post

Lascia un commento

  • twitter
  • facebook
  • google
  • linkedin
  • rss
  • mail