Ecco il "luxury real estate" Made in China: sfide e opportunità per le imprese italiane

La classe benestante cinese – secondo il Centro Studi Confindustria – si sta espandendo e crescerà ancor più rapidamente nei prossimi dieci anni. I “nuovi ricchi” cinesi diventeranno un’importante fonte di domanda mondiale soprattutto se la Cina riuscirà ad aumentare il reddito spendibile delle famiglie e abbassare il tasso di risparmio. È molto probabile che ciò accada. Aumentare i consumi è uno degli obiettivi chiave del 12mo Piano quinquennale cinese (2011-16). La crescita della classe benestante cinese è molto rilevante per le imprese italiane (in particolare per i produttori di beni di fascia medio-alta) che devono fare i conti con la debolezza della domanda dei consumatori occidentali.

Nel 2010 si stimavano 95 milioni di individui in Cina con un PIL pro capite di almeno 30mila dollari (a PPA e prezzi del 2005), il 7,1% dell’intera popolazione, una cifra superiore alla popolazione residente in Germania (81 milioni di individui con un PIL pro capite di 32.138 dollari nel 2010, stime Global Insight, ottobre 2010).
La rilevanza, in termini di numero di individui, della classe benestante cinese è stimata raddoppiare ogni cinque anni nella prossima decade.
Nel 2015 i cinesi benestanti ammonteranno a 201 milioni (il 14,5% della popolazione), una dimensione pari alla popolazione Francia, Germania e Italia messe assieme, dove la popolazione nel 2015 è stimata a 206 milioni e il PIL medio pro capite a 32,738 dollari. Lo stesso ritmo di incremento sarà conseguito nei cinque anni successivi, cosicché nel 2020 ci saranno 424 milioni di benestanti in Cina, il 29,8% della popolazione totale. Una grandezza paragonabile a quella di tutta la popolazione l’Europa Occidentale, stimata nel 2020 è di 421 milioni con un PIL medio pro capite di 36,088 dollari (Global Insight, ottobre
2010).

Anche in termini di PIL, la rilevanza della classe benestante cinese raddoppierà ogni cinque anni fino al 2020. Dati il numero di individui e il PIL pro capite medio di 30.000 dollari, il PIL totale attribuibile alla classe benestante nel 2010 era di 2.863 miliardi di dollari, il 4,2% del PIL mondiale. Nel 2015, grazie alla crescita dei redditi e della popolazione, raddoppierà a 6.020 miliardi di dollari, il 7,1% del PIL mondiale. Nel 2020 raggiungerà i 12.710 miliardi, il 12,2% del PIL mondiale. Pure in termini di consumi privati, la rilevanza della classe benestante cinese più che raddoppierà ogni cinque anni nel prossimo decennio.

Perchè sono importanti questi numeri? Perchè i ricchi cinesi investono in immobili ed in particolare in immobili di pregio: negli ultimi 5 anni i benestanti hanno destinato il 27% delle proprie spese al luxury real estate. Nel 2010 hanno addirittura incrementato del 10% – rispetto al 2009 – la loro spesa per questa particolare categoria immobiliare.

Sono sempre di più le aziende immobiliari cinesi, inoltre, che investono all’estero, in particolare negli Stati Uniti. Che fanno trading immobiliare ad alto livello. Che comprano proprietà di lusso in paesi come gli USA, l’Europa, l’Australia. Diverse società straniere, ed anche qualcuna italiana, stanno aprendo filiali in Cina.

Si tratta davvero di un immenso mercato da non trascurare.

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1 commento

  1. Michael kors outlet online - 13 luglio 2016

    Michael kors outlet online

    Ecco il “luxury real estate” Made in China: sfide e opportunità per le imprese italiane – Marketing Immobiliare

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