EIRE si chiude con la presentazione del Manifesto del real estate italiano

Ha appena chiuso EIRE, Expo Italia Real Estate. Tanti i grandi nomi intervenuti e tante le proposte fatte. Tra queste, il “Manifesto del real estate ” che Antonio Intiglietta, presidente Gefi, ha illustrato ponendo l’accento sulla forte volontà di iniziativa da parte degli attori coinvolti.

Lo sviluppo immobiliare richiede una visione d’insieme dello sviluppo del territorio, dei servizi e dei necessari collegamenti infrastrutturali. In sintesi si può dire che il Real estate è l’infrastruttura attraverso la quale si sviluppa l’attività umana, sociale ed economica. Gli investimenti realizzati nel Real Estate mettono a loro volta in moto tutti gli altri investimenti dello sviluppo economico e sociale.

Questa attività viene portata avanti da una molteplicità di professionalità, competenze e conoscenze: si può certamente parlare di un “sistema”. In questo senso il Real Estate non è esattamente un “comparto” o un “settore” economico ma più propriamente, appunto, un “sistema” che – proprio per la diversità dei soggetti da cui è composto – può esprimere una straordinaria ricchezza quando si configura e si sviluppa adeguatamente nell’ambito e nel contesto di una “Rete”.

Questo “sistema” è portante per l’economia del Paese non solo per ciò che rappresenta in termini propri di PIL (circa il 12%) ma anche perché muove lo sviluppo qualitativo della società e dell’economia di un territorio, come del Paese intero.

Tutto questo richiede di:
a) prendere adeguata coscienza, da parte di tutti i protagonisti, che il Real Estate è un sistema, affinché la ricchezza di competenze e conoscenze possa contribuire a un miglior sviluppo qualitativo dei progetti. Oltre e al di là delle innumerevoli aziende che nell’immobiliare operano, e che l’immobiliare lo “fanno”, sono molte le Associazioni che aggregano le specifiche competenze del Real Estate italiano e decisivo è il loro ruolo in questo processo. Il primo lavoro di EIRE è stato quello di favorire e incrementare gli scambi di relazioni tra i tanti e diversi soggetti, così che questo patrimonio diventi patrimonio comune di tutto il Real Estate italiano. In questo senso bisogna fare veramente “sistema” tra tutti i protagonisti e integrarne le competenze.

b) predisporre e lanciare un Piano di Comunicazione capace di valorizzare e “integrare” la parte economica, culturale e sociale del Sistema. Questa azione di comunicazione deve avvenire non solo all’interno del sistema stesso, ma anche e soprattutto all’esterno, così da permettere all’opinione pubblica di ben conoscere e conseguentemente apprezzare l’importantissimo e fondamentale contributo che il Real Estate può dare al Paese. E’ fondamentale che si crei un’unica “coralità” con tutti i diversi protagonisti, ognuno dei quali deve giocare fino in fondo il proprio ruolo e le proprie responsabilità. Nell’ambito di un “sistema” il modello vincente non può che essere quello dell’orchestra.

Occorre sottolineare che immobiliare non significa abusivismo. La percezione che vi sia qualcosa di brutto e di insostenibile nel nostro bellissimo territorio deriva spesso proprio da qui. Allo stesso modo l’immobiliare non coincide con i “derivati”. Vi è una diffusa percezione che buona parte della crisi mondiale sia stata generata dall’abuso della libertà concessa alla produzione e distribuzione di tali prodotti finanziari. In questo senso fa parte della responsabilità di un Sistema che prende adeguata coscienza di sé, anche saper indicare, fino a correggere, quegli aspetti patologici del Real Estate (che dunque non possono fare parte del Sistema) che promuovendo questi abusi, impediscono uno sviluppo trasparente e costante.

In un quadro di rinnovata e reciproca fiducia, il Sistema non può non guardare con grande stima anche agli strumenti che negli ultimi anni si sono sviluppati e che hanno sostenuto e supportato la crescita delle iniziative del settore: gli esempi più evidenti sono le SIIQ, le SGR e i Fondi Immobiliari. Molto lavoro c’è ancora da fare per favorire la conoscenza di questi strumenti e una sempre più trasparente gestione. Una maggior conoscenza e credibilità sono essenziali non solo per gli investitori finali, che riconoscono nel “mattone” una delle modalità più sicure per proteggersi dall’inflazione, ma anche e soprattutto per gli investitori internazionali. Questo lavoro, questa credibilità sono condizioni necessarie e decisive per rendere il nostro Paese non solo “attraente” e bello; ma anche un Paese in cui sia veramente possibile investire, come tanti esempi già documentano.

EIRE lancerà, a partire dall’edizione 2012, gli ”INVESTOR’S DAYS”, dedicati alla presentazione delle principali opportunità di investimento nel nostro Paese a investitori internazionali qualificati e selezionati.

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