Engel & Völkers e Jaguar Golf Trophy 2014: quando il marketing sale di livello

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Eventi e comarketing nella sponsorizzazione di Engel & Volkers del Jaguar Golf Trophy

Qual è il prototipo del giocatore di golf? Forse, un signore in là con gli anni, con l’aria appesantita, i capelli grigi e i pantaloni a quadri… Non proprio! Questo sembra più il ritratto di Sean Connery che gioca su un green della California tra un film e l’altro, più che la rappresentazione attuale del golfista, soprattutto se italiano.
Il golf, infatti, non è più quello sport da persone anziane che si poteva immaginare fino a qualche anno fa, l’età media dei giocatori si sta abbassando sempre di più e anche il gentil sesso è sempre più sul campo, invece di essere relegato nelle cornici dorate delle golf house. Questa evoluzione è nata dalla consapevolezza che prima ancora che essere uno sport “elitario”, il golf è uno sport bello.

Sono tanti i motivi per cui il golf è oggettivamente bello. Innanzi tutto si gioca all’aperto su campi erbosi. Ogni round è una passeggiata di 6/8 chilometri. Si noti bene: passeggiata, non corsa. Perché il golf è uno sport a bassa intensità: i movimenti sono lenti e ben ragionati. Una manna per il sistema cardiovascolare e non solo. Il golf fa anche bene alla mente: contare i colpi, calcolare i punteggi, scegliere il ferro adatto al colpo e misurare i metraggi sono tutti esercizi utili per il cervello e per l’umore.

Un altro motivo per cui questo sport è piacevole e di successo risiede sicuramente nelle sue regole votate al fair play. Il sistema degli “handicap” o “vantaggi di gioco” serve proprio per consentire al principiante di giocare in modo competitivo anche contro i più forti. E poi nel golf la vera competizione è tra il singolo giocatore e il campo. Ogni buca ha infatti l’indicazione di quanti colpi sono necessari a giocarla. Per esempio, “par4” vuol dire che sono necessari 4 colpi per ultimarla. Se ci si riesce con meno colpi, vuol dire che il giocatore è stato più bravo… del campo.

Il golf, come sport positivo e piacevole, si presta a essere usato come metafora e mezzo di comunicazione di quel real estate che non vuole puntare al concetto di esclusività fine a se stesso. Come sta facendo in questi mesi Engel & Völkers, che sta sostenendo in qualità di partner il “Jaguar Golf Trophy 2014”, uno dei principali eventi golfistici giunto quest’anno alla 29a edizione.

Come nel golf, anche Engel & Völkers propone immobili che, oltre a essere esclusivi per localizzazione e caratteristiche intrinseche, sono soprattutto belli. Sono immobili che devono suscitare emozioni positive e non essere solo uno status symbol.

Il tour è iniziato alla fine di aprile e ha già toccato numerosi golf club del Paese: Rapallo, Bologna, Monticello, Verdura, Asiago, Milano, Franciacorta, Varese, Cervia e Argentario. Le prossime tappe sono al Pevero Golf Club (26 luglio), Circolo del Golf di Ugolino (7 settembre), Golf Club Villa d’Este (14 settembre) e Golf Club Marco Simone (12 ottobre). La finale, invece, si disputerà il 31 ottobre e l’1 novembre al San Domenico Golf Club in Puglia.

Come abbiamo visto, l’evento golfistico di cui Engel & Völkers è partner rappresenta un ottimo esempio di azione di marketing per la scelta di un evento coerente con il vissuto del marchio tedesco. In aggiunta a questo aspetto più “corporate”, un evento di questo tipo è anche un importante strumento di marketing a supporto dell’attività commerciale, perché, spostandosi nel territorio, permette di raggiungere non solo i potenziali clienti ma anche gli aspiranti nuovi partner.

Infatti, le tappe toccate dal Trophy sono anche località importanti per lespansione commerciale di Engel & Völkers che continua con successo, visto che sono già oltre 30 le agenzie presenti in Italia. Un risultato importante destinato a crescere, in controtendenza rispetto alla realtà del franchising immobiliare in Italia.

 

Antonio Rainò per marketingimmobiliare.it

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