Fare shopping immobiliare in Italia è ancora di moda

Benvenuti al Mapic!

L’Italia è stata scelta quest’anno come ospite d’onore dal Mapic per la sua diciassettesima edizione. La manifestazione che si è tenuta anche quest’anno a Cannes è il Salone Internazionale dell’Immobiliare Commerciale. Il sistema Italia è stato in cima alle conversazioni di 750 investitori accreditati.

È stata dedicata una apposita giornata di approfondimenti dal titolo “How to penetrate the Italian Market” che ha approfondito il tema delle strategie di investimento e sviluppo di mall, retail park, negozi proprio in Italia. Il tema è poi stato ulteriormente sviscerato nell’incontro “Great projects for great players” dove sono stati presentati i progetti di realizzazione commerciale più rappresentativi, sempre con focus particolare sull’Italia.

I principali progetti di sviluppo commerciale in Italia sono infatti:

1) “Fashion Valley” a Leccio (Fi) sviluppato da Europ Invest e La Castelnuovese, con inaugurazione prossima, bacino d’utenza 3.5 mln di persone, 1.8 mln di visitatori attesi, 20 mln di turisti all’anno.

2) “Le Terrazze” a La Spezia sviluppato da Sonae Sierra ed ING Re Development, con inaugurazione entro marzo 2012, 38 mila mq, 106 punti vendita, 2 mila posti auto.

3) “Porta a mare” sviluppato da gruppo Igd nel vecchio porto di Livorno ed inteso come nuovo waterfront  progettato per rivitalizzare l’intera area dell’arcipelago attraverso un concept innovativo ed integrato nel contesto locale.

4) “Cilento Outlet Village” sviluppato da Promos Srl, inaugurazione previsa nel 2012, il più grande shopping center del Mezzogiorno con 90 negozi, un risto drive di Mc Donald’s e un outlet retail park con brand internazionali. Paolo Bellacosa, executive director capital markets di Cbre afferma che è frustrante vendere oggi l’Italia agli investitori esteri, anche se con il passare degli anni il loro numero si è ridotto. Sono rimasti in Italia pochi nomi internazionali come Shroeders, Henderson, Axa, Allianz e i retail specialist come Corio ed Eurocommercial. Sono poi da aggiungere la tedesca Ece che ha di recente perfezionato l’acquisto del grande centro commerciale Megalò a Chieti e l’australiana Westfield che insieme a Percassi si occuperà della realizzazione dell’importante progetto Westfield Milan. 115 mln di Euro di investimenti per uno dei più grandi centri commerciali europei sito a Linate, alle porte di Milano.

Il mercato del mattone commerciale italiano si concentra sui cosiddetti “asset core” e cioè immobili a basso profilo di rischio con rapporto prezzo rendimento interessante e location ubicate solo nelle aree più importanti. Paolo Bellacosa aggiunge che in Italia è però mancato sin qui un adeguato repricing degli asset, che ha invece già  riguardato quasi tutti i paesi esteri. I prezzi più bassi consentono in questo momento infatti di ritrovare l’equilibrio tra rendimento e rischio e rilanciare così il volume degli investimenti. Se  poi guardiamo i cosiddetti fondi opportunistici Carlyle, Morgan Stanley, Goldman Sachs  osserviamo che in passato hanno fatto da noi ottimi affari, ma al momento hanno cessato ogni intervento proprio a ragione dei prezzi ancora alti nonostante la crisi.

Per quanto riguarda i fondi pensione internazionali e i fondi sovrani, sono alla ricerca di asset molto importanti avendo a disposizione grandi quantità di equity, ma tale tipologia di asset come è noto scarseggia nel nostro paese. Massimo Saporito capo della divisione Investment di Colliers International Italia conferma che gli stranieri restano alla finestra attendendo che termini il processo di repricing e che quindi le operazioni tornino appetibili di modo da potersi fare avanti. A questo va aggiunto da parte dell’Italia la necessità di recuperare credibilità internazionale con tutto quello che comporta in termini di contenimento del debito pubblico e riforme del sistema.Infine l’altro parametro essenziale per potere concludere in Italia operazioni di questo genere è l’accesso al credito e la leva finanziaria richiesta. Alberto Albertazzi, direttore generale di Henderson Global Investors Sgr conferma infatti che in Italia le banche non finanziano mai più del 50% del costo di una acquisizione e questo rappresenta un grande ostacolo per molti operatori. A ciò si aggiunge un problema di sostenibilità del costo del debito contratto con un spread in Italia su Euribor pari a 400 basis point, a fronte dei 200 – 250 basis point praticati su operazioni analoghe in Francia, Regno Unito e Germania.

 

Antonio Rainò per Immobiliare.com

 

 

 

Condividi questo post

Lascia un commento

  • twitter
  • facebook
  • google
  • linkedin
  • rss
  • mail