Gli affitti più bassi del mondo

Small red and green plastic houses in the sand on the beach

Aumentano le famiglie che prenderebbero casa in affitto, ma i proprietari sono riluttanti per paura che gli inquilini non paghino, così la maggior parte degli immobili resta sfitta e gli altri sono a canone consistente perché il fabbisogno è più elevato dell’offerta.

Dilaga poi la truffa online, gestita da un vero e proprio apparato organizzativo da tempo inseguito dalla Polizia postale. Su vari portali si pubblicizzano abitazioni inesistenti offerte ad affitto contenuto, con la promessa di consegna delle chiavi al ricevimento di un anticipo concordato. Un sistema che ha tratto in inganno molti utenti che avevano creduto nell’affare.

Come si dice “Il bisogno aguzza l’ingegno”, l’ultima novità di tendenza infatti è l’affitto low cost, ma, a meno che non si decida di darsi all’eremitaggio, occorre lasciare l’Italia e spostarsi in altri paesi, ovviamente vanno per la maggiore quelli in via di sviluppo, che si trovano maggiormente nel sud del pianeta e che offrono comunque quasi tutti i servizi più richiesti e necessari.

Questa risoluzione, vista positivamente, comporta inoltre un radicale cambiamento che potrebbe presentare stupende sorprese tutte da godere, come immense spiagge, foreste tropicali, caldo tutto l’anno, movida, luoghi carichi di storia e antiche culture, coloratissimi mercati di ogni genere, dai tessuti alle spezie più ricercate, strepitosi fondi marini, ma anche urbanizzazioni lussuose con edifici moderni e grattacieli, che già hanno trasformato alcuni di questi territori in città turistiche che richiamano villeggianti da tutto il mondo.

In molti Paesi del Centro America, come Guatemala, Belize, Nicaragua, Costa Rica, gli affitti per un’abitazione con una o a volte due camere da letto, vanno da 150 a 250 euro al mese.

Dall’altra parte del mondo, nel sud-est asiatico, non molto lontano da Singapore, città-Stato quarto centro finanziario del mondo, si offrono abitazioni più o meno agli stessi prezzi. Con una media di 150 euro al mese potremmo comodamente trasferirci in Vietnam, Malesia, Filippine, Cambogia.

Basandoci poi sul risparmio più sfrenato potremmo valutare il Nepal, con 100 euro abbiamo affitto comprensivo di utenze, terra rossa, potenti piogge, lunghi silenzi e luminosi sorrisi.

E’ ovvio che l’affitto non è l’unico problema, chi decidesse di trasferirsi in uno di questi luoghi deve sapere che il costo della vita è molto basso, di conseguenza anche le retribuzioni, sarebbe bene partire con un gruzzoletto di scorta.

Non di meno va diffondendosi anche un’altra forma di risparmio legata alle spese di sopravvivenza, la coabitazione, oggi espressa con il termine “cohousing” e cohouser chi li abita. Comprendono piccoli spazi privati e ampi spazi comuni con palestre, aree per bambini, biblioteche, piscine, zone sportive ed altro. Tale scelta di vita richiede spirito collaborativo e di socializzazione che si sviluppa quotidianamente in un continuo scambio di supporto e aiuto reciproco, un approccio alla solidarietà.

Un esempio di cohousing nel Veneto è “Rio Selva”, si trova a Preganziol in provincia di Treviso, è una fattoria agricola e didattica dove si svolgono anche attività artistiche nel pieno rispetto della natura e del luogo.

Nuove idee per tempi nuovi, ottime prospettive per un futuro sempre più sostenibile.

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