I mutui subprime

Mutui-SubprimeNella crisi che stiamo affrontando è utile spiegare questa tipologia di mutui (che nuova non è) che escono un pò dalla retorica. Nati prevalentemente negli Stati Uniti, riportano naturalmente un nome anglosassone per essere definiti. Si chiamano infatti mutui subprime-lending o B-paper, tradotto second chance.

Ormai si è capito. Seconda chance, per quelle persone che non possono accedere a finanziamanti in quanto reduci di problemi pregressi nella loro attività di debitore. Si parla quindi di prestiti “rischiosi” e -attenzione-, rischiosi per ambedue le parti in quanto, automaticamente, ottenere un mutuo di questo tipo sta a significare che il richiedente altri non è che un cattivo pagatore. Alle sue spalle saranno infatti riscontrabili pignoramenti, fallimenti, ritardi e diverse mancanze nei confronti del creditore. Ma allora perchè vengono elargiti ugualmente questi finanziamenti o per lo meno così accadeva soprattutto negli anni ’90?

Statisticamente il 25% della popolazione americana era cattiva debitrice, il sistema finanziario pensò di inventare una tipologia similare di finanziamenti per andare comunque avanti. Generando danni.Una vera e propria catastrofe in alcuni casi.

Quale la radice del problema? Sta nel tasso d’interesse. Un tasso del quale a goderne è solo la Banca che finanzia per prima e che poco rischia attraverso le cedole che garantiscono la restituzione del capitale. O per lo meno così si pensava. Ma si sa, alla fine è il popolo il sovrano, e se il popolo non paga, non paga. Per cui, le banche stesse ma in principal modo le società specializzate nell’erogazione di questi mutui subprime sono entrate in crisi dopo essersi occupate della cartolarizzazione dei prodotti obbligazionari garantiti.

E quindi? E quindi oggi ci troviamo in quello che è definito “mutuo di massima sicurezza” dove, ironia della sorte, un tasso variabile è persin meglio del tanto amato e sicuro fisso di qualche anno fa. Dove la propensione al rischio è comunque adeguata. Come cambiano le cose. Ok, ben venga, l’importante è non fermarsi. Ma ancora oggi sulle nostre spalle si trascinano i risultati devastanti di questa stramba economia. Fino a quando? Dai dati par che le situazioni si stiano evolvendo al meglio. Ne stiamo uscendo. Si spera…

(mercatieinvestimenti.it)

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