Il guerrilla marketing questo sconosciuto

Su Immobiliare.com spesso scriviamo che nel real estate il marketing è in una fase arretrata rispetto agli altri settori. Lo scriviamo perché ne siamo convinti e come affermazione è anche abbastanza difficile da negare.

Questo però non vuol dire che una società immobiliare che finora non ha mai fatto un granché di marketing debba iniziare tutto dall’inizio e fare quello che si faceva 30, 40 o 50 anni fa. Si può anche passare direttamente a qualcosa di nuovo.

E’ per questa ragione che vogliamo presentare qualche tecnica di marketing recente. Non nuovissima in assoluto ma magari inedita per il real estate. Iniziamo dal “guerrilla marketing”. Per chi non l’abbia mai sentito, vale la pena precisare che va pronunciato “gherriglia”. Come abbiamo detto non è una novità. L’espressione risale al 1984, quando  Jay Conrad Levinson nel 1984 pubblicò un libro con questo titolo. Secondo Levinson – e  la definizione è rimasta immutata fino a oggi – il guerrilla marketing è una forma di promozione pubblicitaria non convenzionale e a basso costo ottenuta attraverso l’utilizzo creativo di mezzi e strumenti aggressivi che fanno leva sull’immaginario e sui meccanismi psicologici degli utenti finali.

Tosta come definizione! Smembriamola per isolare le caratteristiche:

  • non convenzionale
  • basso costo
  • mezzi creativi
  • strumenti aggressivi
  • immaginario.

Adesso è più facile ma un esempio come al solito chiarisce le idee. Negli ultimi giorni i media hanno parlato di un’iniziativa di guerrilla marketing fatta nientemeno che dalla Mercedes. Per il lancio della nuova Mercedes A, nottetempo le auto parcheggiate per strada sono state brandizzate Mercedes con adesivi a basso incollaggio. “Un modo simpatico per il lancio della nuova classe A” ha scritto Repubblica.

Il guerrilla marketing in Italia si è diffuso soprattutto tra i brand destinati a una clientela giovane e il fatto che un marchio “alto” e serioso come Mercedes se ne sia appropriato fa capire come in realtà ormai anche questa tecnica sia entrata nel linguaggio pubblicitario comune.

Naturalmente in ambito real estate di guerrilla marketing non se ne vede l’ombra. Ed è un peccato perché si potrebbero fare tante cose. Simpatiche. Creative. A basso costo. Da guerrilla, appunto.

 

Antonio Rainò per Immobiliare.com

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