Il mattone italiano ha "voglia di ripresa"

Fifo Pecorari su crisi economica e ripresa

E’ innegabile che il mercato immobiliare italiano, negli ultimi 4 anni, sia stato quantomeno stabile e abbia risentito della cosiddetta “crisi” che, dal piano e dal comparto strettamente finanziario, ha poi investito larghi strati della società.

Non tutti però vedono nero o quantomeno non tutti hanno una visione totalmente recessiva del mercato proiettato da qui a 2 o 3 anni. Nel solco delle visioni un pò più ottimistiche c’è questo articolo, comparso venerdì scorso su Milano Finanza, in cui Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari (e che abbiamo avuto il piacere di intervistare pochi mesi orsono), parla di un mattone che torna a rivedere il sereno dopo anni di tormenti.

Tutto questo poi alla vigilia di un importante appuntamento internazionale come il MIPIM, al via a Cannes da domani (e che seguiremo nei suoi momenti più saliente con pezzi dedicati qui su Immobiliare.com).

Diversi i fattori che fanno pensare positivo, sia primari che secondari. “Un’inversione del trend che avverra’ in parte gia’ nel 2012, per esplicare poi in pieno i suoi effetti l’anno prossimo“, spiega Breglia, che a questa tematica ha appena dedicato un convegno dal nome beneaugurale, “Voglia di ripresa”.

Timida inversione di tendenza quella che riguarda il settore bancario, annichilito e “bloccato” ora nella sua storica e tradizionale funzione di erogatore di credito: sembrerebbe (e il condizionale è d’obbligo) che le banche stiano nuovamente (e quasi impercettibilmente, a onor del vero) modificando la propria attitudine concedendo più fiducia alle imprese, soprattutto quelle di primario livello, e acconsentendo ad un piccolo taglio dello spread sui mutui.

Tale tendenza pare dominata soprattutto da istituti stranieri, come Cariparma-Credit Agricole e BNP-Paribas, unitamente alla sempreverde (e nostrana) Intesa Sanpaolo: taglio dello spread, dicevamo, e soprattutto nuove erogazioni che, nel caso di Cariparma, riguardano uno stanziamento di circa 2,5 miliari di euro (non pochi se pensiamo che un mutuo medio vale 135 mila euro e il plafond di questa operazione permetterebbe il finanziamento dell’acquisto di circa 20 mila nuove abitazioni).

La “ripresina” auspicata e traguardata da Breglia riguarderà sia il comparto abitativo che quello commerciale. Sarà importante, e questo ce lo disse Breglia già a suo tempo durante l’intervista che facemmo, riguadagnare la stima e l’interesse degli investitori stranieri che stanno valutando e monitorando con attenzione la situazione italiana, ora sotto cura dal “professori Monti”.

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2 commenti

  1. Disdetta contratto - 6 marzo 2012

    Il problema sono le banche che non fanno il loro mestiere: con la stretta del credito stanno strozzando tutte le piccole imprese ! Per non parlare degli affari immobiliari che saltano per mancanza di fondi erogati, o delle condizioni impossibili per avere un prestito.

    • Gian Maria Brega - 7 marzo 2012

      il problema del credito è sicuramente importante, e motivo di “mancata crescita”… Breglia infonde motivazione nel suo intervento, ed è giusto sentire tutte le “campane”… è chiaro che la situazione è molto più complessa e va seguita con attenzione…

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