Immobiliare.com su Il Sole 24 Ore: quando gli immobili vampirizzano il ruolo dell’agente

Il Sole 24 Ore

Ancora una volta Immobiliare.com viene ripresa da media leader come Il Sole 24 Ore di ieri. Era già successo. E fa piacere.

Questa volta Michela Finizio riprende un concetto caro a noi di immobiliare.com: la vampirizzazione dell’immagine dell’agente a opera degli immobili stessi.

Il problema è l’atteggiamento “digitale” degli operatori immobiliari, talvolta decisamente sbagliato.
Si punta molto infatti, nei siti delle agenzie e degli operatori in genere, sugli alloggi, che sono sì il prodotto di riferimento ma che non possono e devono rappresentare giocoforza il professionista stesso.

Nel real estate non deve passare l’equazione “io sono ciò che vendo”. Gli immobili passano, si spera.. il più velocemente possibile.

«Il segreto non è investire su Google AdWords o altri strumenti di promozione delle proprie inserzioni – dichiara il nostro Antonio Rainò al Sole 24 Ore – ma sulla comunicazione aziendale. Il direct email marketing, ad esempio, non deve parlare solamente degli immobili e presentare la vetrina delle opportunità, ma deve presentare anche i servizi immobiliari».

Avevamo fatto l’esempio, puntualmente ripreso, del famoso e inflazionato template di WordPress Elegant Estate che attribuisce un peso spropositato (circa l’80% del totale) agli immobili dimenticando tutto il resto.

«Con questi modelli, per quanto gradevoli alla vista, c’è il rischio di essere vampirizzati dagli immobili trattati – aggiunge Antonio –. Così passa il concetto “io sono gli immobili che vendo”, che può andare bene per un developer ma non per un agente che tratta immobili non suoi. Più l’offerta è eterogenea e ampia, più l’agenzia risulterà priva di personalità e non si riuscirà a riconoscere il valore aggiunto del servizio di intermediazione».

Occorre raccontarsi. Meglio. Non nascondersi dietro gli annunci. Precisare e specificare i servizi offerti, gli ambiti, la consulenza prestata. Assumere un atteggiamento “corporate” dichiarando il proprio posizionamento e il proprio know how.

Ne abbiamo parlato anche nel workshop tenuto a EIRE mercoledì scorso, l’argomento era “Il marketing e il web marketing come leve per creare valore nel real estate”.

E proprio Antonio ha sottolineato l’importanza di comunicare correttamente. Si, perché l’adozione di strumenti di marketing digitale può portare anche all’effetto opposto, e può risultare una minaccia e un boomerang per le aziende che lo interpretano scorrettamente.

Uno dei temi su cui puntiamo spesso è proprio la visione sbagliata del marketing digitale come pietra filosofale in grado di trasformare in oro tutto ciò che tocca. Uno degli errori più frequenti è proprio la focalizzazione pervicace ed esclusiva sull’immobile stesso, dimenticandosi dell’immagine dell’azienda che sta “dietro” all’immobile stesso. Per vendere immobili, lo ricordiamo sempre, ci sono i portali, e di uno di questi (Attico.it) si è anche parlato nel corso della conferenza. Ma per completare correttamente l’utilizzo del marketing serve anche fare branding, ossia valorizzare l’immagine dell’azienda.

Magari facendo leva sulle emozioni e sulla passione…

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