Immobiliare: gli affari devono accontare entrambe le parti

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I nostri vecchi dicevano che un affare per essere considerato un “buon affare” deve accontentare tutti.

In ambito immobiliare di parla di rendere felici entrambe le parti ossia il venditore e il compratore personaggio, quest’ultimo, che solitamente si tende a sottomettere in quanto chi vende vuole guadagnare e vuole guadagnare il più possibile. E’ normale si può pensare ma quando accade questo l’affare viene considerato – a senso unico – e non è un bene.

Se prendiamo in esempio un ristorante noteremmo subito come, a fine pasto, sarà pago sia lo chef che, orgoglioso e contento, ha fatto assaporare le sue prelibate ricette, sia il cliente che ha gustato e saldato il giusto prezzo rispetto a quello che ha mangiato. Entrambi sono appagati e il cliente tornerà e il proprietario del locale continuerà a lavorare.

Nel caso di un immobile invece, una volta comprato non si ritorna dopo un mese, solitamente, a riacquistarne un altro (prendendo in causa l’80% delle famiglie italiane che finalmente, dopo anni di sacrifici, sono riuscite a realizzare il loro sogno di possedere una casa) ma, anche in questo articolo, vogliamo sottolineare, l’importanza della mediazione e della consulenza che l’Agente Immobiliare deve offrire in quanto, quella stessa famiglia, potrà fare comunque all’Agenzia una buona pubblicità pur non avendo più nulla a che fare con l’ex proprietario della casa.

L’Agente Immobiliare deve perciò cercare di soddisfare tutti. Entrambi i clienti, i quali, ognuno, pagherà a lui la provvigione.

Quando ci si trova ad avere come cliente il proprietario di diversi immobili, che ci affida quasi tutte le sue proprietà, si tende naturalmente a sottovalutare il futuro acquirente rendendosi ruffiani e quasi servili nei confronti del nostro possidente al fine di non deluderlo e acquisire altre sue case in gestione. Queste sono situazioni particolari, in quanto non sempre si dispone di clienti di questo genere, ma anche in tali vicende sarebbe bene soddisfare e soprattutto non ingannare il compratore. Non potete sapere chi è, che cosa ha alle spalle e cosa vorrà fare in futuro.

La vostra comunicazione, che dovrà essere assolutamente efficace, dovrà far sì che ognuno possa acquisire il giusto e ciò che merita. Questo sta a voi, in quanto è ovvio che tutti cercheranno di tirare l’acqua al proprio mulino. Sembra poco rilevante ma si tratta invece di quell’insieme di mattoni invisibili che, dopo anni, si concretizzeranno segnalando la vostra Agenzia come una delle migliore della zona. E non è poco vista l’acerrima concorrenza che si è sempre più costretti a subire e contro la quale bisogna gareggiare ogni giorno.

E’ con l’onestà, la professionalità e la competenza che si potrà vincere. E un buon Agente Immobiliare lavora per tutti.

La casa è da considerarsi un bene primario. Assolutamente si, ma non solo per chi la vende.

Come cita l’art. 1754 del Codice Civile inerente alla figura del Mediatore: è Mediatore colui che mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare, senza essere legato ad alcuna di esse da
rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza.

L’art. 1759 sempre del Codice Civile sulla responsabilità del Mediatore invece attesta che: il Mediatore deve comunicare alle parti (entrambi) tutte le circostanze a lui note, relative alla valutazione e alla sicurezza
dell’affare, che possono influire sulla conclusione di esso.

Sono esattamente alla pari e nessuno, in un contratto, vale più di un altro.

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