Immobiliare in Italia: meglio di un calcio nei denti

“Timida ripresa” suona come “mezzo pieno”. In queste espressioni c’è di solito l’intento di infondere ottimismo ma con una certa cautela: il famoso “cauto ottimismo”. Per un settore come l’immobiliare che dal 2008 è costretto a fare i conti con una crisi strutturale meglio il proverbiale cauto ottimismo dell’altrettanto proverbiale “calcio nei denti”. Se poi questa pillola di positività viene da un osservatorio autorevole come l’Ufficio Studi Gabetti, tanto di guadagnato.

Secondo le analisi dell’Ufficio Studi Gabetti nell’ultima parte del 2011 e nei primi due mesi del 2012 non vi è dubbio che l’incertezza sui mercati finanziari, i cambiamenti occorsi sul fronte politico e  governativo e il perdurare della stretta sui mutui abbiano portato a una contrazione del numero delle compravendite. In particolare, la stretta creditizia ha penalizzato i potenziali acquirenti di fascia media e medio-bassa mentre sulla fascia più alta del mercato è prevalso un approccio attendista in relazione alle nuove imposizioni fiscali sulla casa.

Per quanto riguarda i prezzi il secondo semestre 2011 ha visto una flessione media del 2% nelle grandi città, anche se a Milano, Roma e Torino si confermano città in grado di reggere e hanno tenuto stabili i prezzi. A soffrire maggiormente sono i prodotti di scarsa qualità (la certificazione energetica ha il suo peso) mentre, dal punto di vista geografico, il Nord ha tenuto meglio di Centro e Sud.

I volumi di compravendita rimangono su valori piuttosto bassi. L’aumento dell’1,4% del terzo trimestre 2011 viene dopo due trimestri di segno negativo (-6,6% nel secondo trimestre e -3,7% nel primo trimestre), “il che lascia presagire che il dato complessivo per il 2011 sarà intorno alle 600.000 compravendite”.

 

Antonio Rainò per Immobiliare.com

Condividi questo post

Lascia un commento