In fronte scritto: ai confini del marketing anticonvenzionale

La singolare proposta di "billboard" di un'agenzia americana

Spesso ci dimentichiamo di uno dei più profondi scrittori del Novecento, Primo Levi. Noto al grande pubblico per le cronache dolorose di “Se questo è un uomo”, meno per i suoi racconti alla Borges, in cui c’è tutta la sua ironia e la sua arguzia di scienziato.

“Vizio di forma” (1971) contiene un testo illuminante per chi fa il nostro mestiere, “In fronte scritto”, in cui si narra di una giovane coppia in ristrettezze finanziarie che decide di accettare la proposta di un’agenzia pubblicitaria di farsi tatuare in faccia dei messaggi promozionali … la preistoria del Guerrilla Marketing! All’inizio i due sono titubanti, timorosi di farsi vedere in giro, poi prendono confidenza con il nuovo, spiazzante, mezzo di comunicazione … la “moda” delle scritte in fronte decolla e dopo tre anni moltissime persone ne portano una … con la conseguente diminuzione dei compensi per i singolari testimonial e il crollo dell’attenzione da parte dei consumatori.

Finzione letteraria? Forse… perchè, come spesso accade, la realtà ha superato la fantasia. Un’agenzia di comunicazione statunitense ha appena lanciato un’idea markettara denominata “Billboard Home Application”. In parole povere: si comprano lo spazio delle facciate esterne delle case al fine di posizionarvi slogan, loghi, pubblicità.

E in cambio offrono – fino a quanto il cliente accetta di prestare le proprie facciate – il pagamento della rata mensile di mutuo. Le regole del gioco per far parte dei prestatori di mura a scopo pubblicitario sono poche, ma stringenti:

-bisogna essere proprietari della casa che si abita

-verrà dipinto ogni lato della casa, escluso il tetto e le finestre

-la verniciatura durerà dai 3 ai 5 giorni

-la casa dovrà restare “dipinta” per un tempo minimo di un mese e massimo per un anno. Nel caso in cui si receda – dopo un mese – o l’agenzia decida di  rompere il contratto di sponsorizzazione, viene garantito che si torni ai colori originali della casa…

Una bella lezione per tutti noi. Fino a che punto è opportuno osare, creare situazioni ed immagini spiazzanti e percorrere le strade del marketing non convenzionale? Non è possibile che il consumatore si abitui sempre più anche a questo, e tutto si uniformi al grigio “rumore di fondo”? Amo il marketing della semplicità. Sono sicuro che, per comunicare, è importante ascoltare. In primis noi stessi.

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