La casa riciclata

casagreen

Che effetto farebbe vendere una casa… riciclata? Si, riciclata. Completamente, dal tetto al pavimento. Nel senso vero del termine, ossia, creata grazie ad un particolare processo di trasformazione dei rifiuti.

Che effetto farebbe anche solo proporla? Upcycle House, questo il suo nome.

A spiegare bene il concetto è il sito di architetturaecosostenibile.it che dimostra come lo studio danese Lendager Architect, supportato dalla Realdania Byg, riesca a costruire un immobile con materiali, alla fine, ancora più validi e resistenti dei soliti impiegati nella costruzione edile.

Ma in realtà a raccontare di questa grande innovazione sono in tanti perché probabilmente si è davvero raggiunto il massimo scopo dell’ecologia e del rispetto per l’ambiente e per il pianeta che viviamo. E se si pensa, nell’immagine collettiva, ad una stamberga priva di gusto e stile, bhè, si è davvero in errore.

Il design è moderno, pulito, fresco, luminoso e le superfici sono molto generose, si parla persino di metrature che sorpassano alla grande i 100 mq calpestabili. Una particolare lavorazione che sta assumendo forma, anche se solo sotto un profilo sperimentale, già dal 2013 verso la quale si è pensato a tutto. Ad una valida ventilazione, all’eliminazione dell’umidità e soprattutto si è cercata la complicità della luce. Una lavorazione che permette minori emissioni di CO2 nell’utilizzo di questi materiali particolari. Si pensi che nella creazione di Upcycle House, grazie al LCA (Life Cycle Assesment), la riduzione di sostanze nocive ha toccato l’86%.

Questi i calcoli “nero su bianco” da ingegnere: con una riduzione di 4,3 kg CO2/M2/YR e una superficie media di oltre 130 mq, questo comporta un potenziale di riduzione di 5.590 tonnellate di CO2- all’anno.

Perchè vengono utilizzati gli scarti o i prodotti già lavorati che hanno quindi già emesso le parti di carbonio che la compongono. Ma come viene costruita quindi, in senso pratico, questa casa particolare e così unica nel suo genere? Ebbene, eccovi un esempio: il tetto è formato da lattine riciclate. Impossibile ma vero. Le pareti? Carta e legno pressati e mescolati assieme ma senza l’utilizzo di colle chimiche o tossiche. I pavimenti? Dipende dai gusti. Si, c’è anche la scelta: sughero, vetro, legno. Per non buttar via nessun avanzo.

Il risultato? Uno splendore dal carattere pulito e prorompente. Che vuole farsi strada.

Che parla un linguaggio affine alla natura pur essendo esteticamente di tutt’altro stampo. Tutto ha inizio da dei containers che funzionano da base e struttura portante ma non immaginatevi un modello grunge da zona industriale che a molti comunque può piacere. Si ottiene il vero lusso e questo grazie ad architetti con gusto e grande stile per un look contemporaneo amato dai più.

Containers che delineano soltanto un perimetro in grado però di contenere ben quattro camere da letto, una cucina con soggiorno, un bagno, un ripostiglio e uno studio. Senza dimenticare il terrazzo, esposto a Sud come educazione edile vuole. Un ideale per la famiglia ad hoc. Un ideale per l’ambiente.

Un ideale da iniziare a proporre per un mercato sempre più nuovo.

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