L’arte dell’Home Staging

Negli anni ’80 nasce negli States l’Home Staging, attività di supporto per la vendita di immobili. Oggi, ampiamente divulgata anche in Italia e molti altri Paesi, si applica anche nel settore affitti e spazi commerciali.

Perché ne parlo? Perché è una forma d’arte, perché è comunicazione, progetto, creatività, inventiva.

L’attività si svolge attraverso varie tecniche e si snoda su più settori: si rivolge al recupero, al riciclo, all’applicazione del design, alla ricerca dell’ecosostenibile, al rinnovo a basso costo, al sapiente accostamento dei colori e delle forme, la finalità è sempre quella di raggiungere un alto impatto emozionale e visivo, per un maggior numero di potenziali clienti, agevolando così il mercato immobiliare.

Ma l’Home Staging non è solo uno strumento per valorizzare la casa, è l’arte di metterla in scena, l’Home Stager entra in un ambiente e con la mente lo dipinge, osserva le dimensioni, la posizione delle finestre, quanta luce entra, poi si esprime, comincia con le sue pennellate verbali e ti dice cose che a prima vista possono sembrare ovvie, forse anche tua madre ti avrebbe detto che se dipingi le pareti con colore chiaro dai più luminosità alla stanza, ma se continui ad ascoltare ti accorgi che lentamente ne esce fuori un quadro a cui tu, che hai vissuto 10 anni in quella casa, non avevi mai pensato, era un’abitazione normalissima, come se ne vedono tante, vivibile, ci stavi anche bene, ma mai avresti creduto che potesse trasformarsi fino a quel punto e diventare unica nel suo genere, superba, signora, ora ti mette quasi in soggezione, poi realizzi che è tua e ti lasci andare al godimento della sorpresa.

Il professionista di Home Staging è anche un artista, perché non è solo un decoratore d’interni, non ha solo gusto estetico, non ha solo abilità commerciali, non sa solo rendere l’abitazione più accogliente, attraente e confortevole, ma crea uno stato d’animo, sensibilizza le emozioni, come quando si assiste ad una rappresentazione su un palco allestito per la scena. Stage significa appunto palcoscenico, ed è proprio come andare a teatro.

Questo è ciò che si prova entrando in una casa sottoposta all’opera dell’Home Stager, lui ha predisposto tinte alle pareti che se te le avessero proposte prima avresti pensato ad uno scherzo, ha montato le tende giuste, ha sostituito le maniglie delle porte, particolare apparentemente del tutto insignificante, come le placche degli interruttori che ora attirano lo sguardo per come si accordano a tutto il resto, ha posizionato qua e là soprammobili che presi uno per uno non avrebbero nessuna attrazione eppure ora, tutti insieme, generano un accordo strepitoso con un’unica lampada nel punto strategico.
Questo professionista lavora per te e per la tua casa se decidi di volerla modernizzare o personalizzare, ma lavora soprattutto a scopo vendita, per agenzie o privati che desiderano vendere l’immobile “presto & bene”, deve quindi tener conto della tipologia di persone che probabilmente visiteranno la casa, basandosi sulla zona, le potenzialità del posto, la fascia sociale, l’età media, deve saper trasformare l’alloggio in modo che sia di più ampio apprezzamento, deve conoscere le tendenze della gente e far risaltare al massimo ciò che la gente cerca, facendo il possibile per estrarlo dall’ambiente che sta trattando, per questo definisco quest’attività un’arte, ma anche comunicazione, il visitatore deve sentirsi attratto appena entra, deve percepire il piacere di trovarsi lì, proprio in quel luogo, perché è quello giusto, quello che aveva sperato di trovare.

Il messaggio dell’Home Stager è una sfida, è un lancio del guanto, quando vai a vedere la casa lui ti ha già parlato, ti ha avvisato che ti piacerà e non potrai fare a meno di farla tua.

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