Le bugie nella comunicazione immobiliare

Un sito internet come fosse antani

Secondo il dizionario Treccani, con il termine birignào si indica un modo di parlare artificioso e innaturale. Il birignao fa venire in mente anche tutta una serie di costruzioni letterarie molto usate da sempre nel teatro, come il grammelot di Dario Fo e nel cinema come la supercazzola di Amici miei, del grande Tognazzi.

In ogni caso con il birignao è l’arte di non dire nulla anche se si sta parlando.

Cosa c’entra il birignao con la comunicazione e il marketing anche immobiliare? C’entra eccome. A molti sarà capitato di vedere una bozza di sito internet o di annuncio pubblicitario in cui al posto del testo vero e proprio compare un finto testo latino che inizia con “lorem ipsum”. Premesso che quel testo è di per sé un birignao perché è un finto latino, il lorem ipsum serve ai grafici e agli art director per riempire lo spazio del sito o dell’annuncio che sarà poi occupato dal testo definitivo.

Il birignao della comunicazione subentra al lorem ipsum nel momento in cui al posto di un testo di senso compiuto, ci si lascia andare a un discorso più o meno sensato ma che non dice nulla. Facciamo degli esempi.

Le pagine “chi siamo” delle società (anche immobiliari) dovrebbero rispondere alla domanda “chi siamo?”. Quindi dovrebbero avere una descrizione sintetica del team e poi presentare le persone con nome e cognome, possibilmente anche foto e le esperienze. Invece, spesso ci si trova di fronte a giri di parole del tipo “il nostro è un gruppo dinamico e flessibile” che magari vuol dire che è costituito da precari e collaboratori a progetto chiamati all’occorenza. Società che dalle pagine web sembrano avere la forza e la numerosità dei soldati del film 300 ma che nella realtà non vanno oltre la simpatia dei 4 mici degli aristogatti.

Anche la pagina “cosa facciamo” dovrebbe rispondere in modo diretto. E’ comprensibile un po’ di bla-bla, anche perché se no cosa lo paghiamo a fare il copy writer. Ma poi ci vogliono dei contenuti reali. Questo problema si riscontra particolarmente in alcune agenzie che per uscire dal cliché dell’intermediazione hanno puntato sui cosiddetti “servizi immobiliari” ma poi non essendo strutturati per svolgere altri servizi se non quelli legati alla intermediazione, ecco che la pagina relativa ai servizi del loro sito non può andare oltre il… birignao. Quando un’agenzia parla di “il nostro team di tecnici” o “i nostri esperti di ristrutturazioni” e poi nei loro uffici non c’è l’ombra di un tavolo da disegno o di un monitor Apple da 27 pollici c’è qualcosa che non quadra.

Nei libri di comunicazione e di marketing, il birignao non esiste. Esiste invece il concetto di overpromising, ovvero promettere più di quanto si è in grado di mantenere. L’overpromising può essere tollerato in pubblicità: “lava più bianco”, “uccide il 99% dei batteri”. Si sa che in pubblicità bisogna spararla grossa ma nella comunicazione istituzionale di un sito le bugie hanno le gambe corte e anche se il birignao è scritto bene, al primo contatto reale si scopre facilmente che “l’azienda leader nel suo settore” è in realtà un ufficio con due vetrine sulla strada. Se va bene.

 

Antonio Rainò per immobiliare.com

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2 commenti

  1. ENRICO - 28 marzo 2012

    Nei siti ci dovrebbero essere più lavori fatti. Un portfolio di lavori vale più di mille parole!

    • Antonio Rainò - 29 marzo 2012

      Un tempo si diceva “fatti non parole”. Il principio vale ancora, anche se su Internet le parole sono importanti, vista l’importanza dei motori di ricerca che vivono di parole. L’importante è non parlare a vanvera.

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