Lo scopino del gabinetto e il marketing immobiliare

Un’immagine vale più di mille parole. Ma qualche parola la vogliamo dire lo stesso. Chi fosse alla ricerca di un appartamento a Milano, correrà il rischio di imbattersi in un annuncio che tra le altre foto include anche queste qui riproposte. A scanso di equivoci, le altre non è che siano migliori. La mano è la stessa. Purtroppo!

Per la cronaca si tratta di un appartamento proposto a quasi mezzo milione di euro. Mica bruscolini. Una compravendita che se andasse in porto frutterebbe all’agenzia un discreto gruzzolo. Ma cosa sta offrendo quest’agenzia ai suoi clienti? Al venditore senz’altro non offre una buona valorizzazione del proprio immobile. Immaginate se i vestiti in vendita nei negozi, invece di apparire in vetrine illuminate e indossate da manichini, fossero attaccati con il nastro adesivo sui vetri sporchi di una vetrina non illuminata. Non è la stessa cosa, vero?!

L’agenzia non offre neanche un servizio al venditore. I portali immobiliari non solo offrono la possibilità di farsi un’idea precisa dell’immobile in vendita, prima ancora di vederlo ma, con belle foto e belle descrizioni, possono attirare anche un pubblico maggiore a quello che un appartamento avrebbe normalmente.

Quando è uscito il libro sul marketing immobiliare, una critica riguardava il fatto che fosse troppo basic, visto che partiva dalle 4 leve del marketing mix. La risposta fu che il marketing immobiliare era talmente indietro che era necessario partire lì. Sbagliavamo. Saremmo dovuti partire dallo scopino del bagno…altro che leve del marketing!

 

Antonio Rainò per Immobiliare.com 

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