Migrant banking e anni d'oro dell'immobiliare

Viale Bligny a Milano

Scorrendo le perizie degli immobili all’asta presso il Tribunale di Milano, non ci vuole molto a capire che molti cosiddetti “debitori esecutati” siano cittadini stranieri. In particolare quando si parla di immobili di fascia bassa localizzati in zone periferiche come Via Padova, il quartiere Adriano o il famigerato civico 42 di Viale Bligny, un’autentica casbah vicino alla Bocconi secondo le cronache cittadine.

Ovviamente le perizie nascondono il nominativo del debitore ma frasi come “l’appartamento risulta vuoto e secondo l’amministrazione il proprietario sarebbe tornato nel suo paese di origine” lasciano pochi dubbi.

Cosa è successo al mercato dei mutui agli extracomunitari e al “migrant banking” in generale? Nè più nè meno di cosa non sia successo in generale, ovvero il credit crunch, la stretta creditizia che sta affossando sia le imprese italiane sia i consumatori. Nel caso dei cittadini stranieri questo fenomeno è ancora più evidente probabilmente perché si è di fronte a una categoria tradizionalmente più debole e attaccabile e anche perché in passato la facilità di accesso al credito l’ha fatta diventare una sorta di mercato subprime italiano.

Questa sensazione che si evince, come detto, sfogliando le esecuzioni immobiliari viene adesso confermata anche dai dati del Nono Osservatorio nazionale «Immigrati e casa» realizzato da Scenari immobiliari.
Secondo l’osservatorio che tiene conto dei dati del primo semestre di quest’anno, si registrano un drastico calo delle compravendite da parte degli stranieri (-20%), con una stima a fine anno di 47mila transazioni contro le 60mila dello scorso anno (-21,6%).

Negli anni d’oro del recente passato, il peso degli acquisti da parte dei cittadini stranieri pesavano tra il 12,6% e il 17% delle compravendite totali.

Vedendo quanti di quegli immobili siano ormai già stati pignorati e leggendo gli importi esorbitanti concessi come mutuo a fronte di valori immobiliari decisamente meno capienti, viene da chiedersi se quegli anni d’oro dell’immobiliare, non fossero in realtà semplicemente placcati d’oro.

 

Antonio Rainò per Immobiliare.com

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