Mutui casa in crescita a gennaio 2011

Una rondine non fa primavera, però sicuramente il dato è degno di nota: secondo l’ABI (Associazione Bancaria Italiana), i mutui casa sottoscritti a gennaio 2011 sono in aumento del 7,8% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Un segnale di cui certamente tenere conto, in un contesto “stabile” che vede il mercato immobiliare faticosamente ma insesorabilmente uscire dalla crisi.

Tale crescita nell’erogazione dei mutui fa il paio con alcune offerte molto interesssanti di banche (soprattutto estere) che offorono tassi di interesse discretamente vantaggiosi.

E’ comunque il centro Italia a guidare la “riscossa” dei mutui a casa, con incrementi intorno al 10%: il record spetta alle Marche (+10,8%). Il Lazio segue a +9,9%, al Nord è la Liguria a guidare la classifica degli incrementi. A livello europeo giova segnalare un aumento nell’erogazione dei mutui immobiliari, ma con percentuali inferiori rispetto all’Italia: la media è il 4%, Germania e Spagna non fanno registrare incrementi nel periodo.

Ed è di pochi giorni fa la notizia che sempre l’ABI ha inaugurato un tavolo di lavoro e confronto con le associazioni dei consumatori per analizzare i punti di vista e valutare possibili iniziative comuni sui mutui.

Il mutuo – si legge in una nota – rappresenta una scelta che impegna una famiglia per anni. Di qui l’importanza di
lavorare insieme per far crescere la consapevolezza, mettendo a disposizione informazioni chiare sugli elementi da tenere in considerazione per decidere tra un tasso fisso ed un variabile. Senza dimenticare gli strumenti messi a disposizione dalle banche per “proteggersi” dalle eccessive fluttuazioni. In questo ultimo caso, pur scegliendo la variabilità, si può sapere subito quale potrà essere l’incidenza massima della rata.

Nel secondo semestre del 2010 il 47% dei nuovi mutui stipulati è stato a “tasso variabile”, il 24% a “tasso fisso”, il
26,5% a “tasso variabile con Cap” ossia con un tetto massimo, il 2,5% a “tasso misto”.

La scelta tra tasso fisso e variabile, secondo ABI, va fatta sulla base delle proprie disponibilità economiche, presenti e
prospettiche, tenendo conto della durata del mutuo che si va a sottoscrivere. Ed in questo la banca deve (dovrebbe) essere trasparente nella comunicazione e delucidazione delle condizioni stesse, in quanto la redditività – tra fisso e variabile – risulta essere la stessa.

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