Nomisma: crisi alla spalle ma la risalita non sarà breve

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Il mercato immobiliare italiano si è lasciato alle spalle la pesante crisi degli ultimi
sette anni ma la risalita sarà lenta e non priva di insidie. Incombono ancora i retaggi del passato e il loro smaltimento potrebbe generare contraccolpi negativi.

Sono queste alcune delle conclusioni cui perviene l’Osservatorio sul Mercato Immobiliare, Novembre 2015
curato da Nomisma e presentato ieri presso il Centro Congressi della Fondazione Cariplo.

In attesa dei dati ufficiali dell’Agenzia delle Entrate sul terzo trimestre che saranno diffusi la prossima settimana, l’istituto bolognese stima compravendite residenziali in rilsalita del 6% a fine anno. E prezzi delle case ancora in diminuzione del 2,5% su base annua, ma che dovrebbero fermare la discesa dal 2016.

Restano più sostanziosi i cali delle quotazioni (e le prospettive di risalita) sul fronte uffici (-3,4%) e negozi (-2,6%).

Come evidenzia il think tank bolognese si rafforzano i segnali di miglioramento del mercato immobiliare, che si erano delineati a partire dalla seconda parte del 2014, anche grazie ad un quadro macroeconomico sicuramente più favorevole, seppure non si tratti di dinamiche eclatanti.

Il cambiamento degli indicatori di sentiment e di quelli reali ha avuto un immediato riflesso in ambito immobiliare, portando ad un consistente incremento delle manifestazioni d’interesse all’acquisto.

Una domanda che si può concretizzare per circa il 75% delle famiglie italiane solo attraverso il sostegno economico da parte delle banche. Le condizioni macroeconomiche indubbiamente favorevoli non sono assolutamente sufficienti “per alimentare un percorso di risalita non assistita” secondo Nomisma.

La risposta del sistema bancario all’impennata delle richieste non è mancata. L’incremento delle erogazioni per l’Istituto bolognese è risultato eclatante “seppur di gran lunga inferiore rispetto ai dati diffusi anche da autorevoli istituzioni nel corso dell’anno”. È interessante notare come le surroghe e sostituzioni sul totale dei mutui abbiano visto passare la loro incidenza dal 7,5% (2014) al 26% (2015), ridimensionando il sostegno netto al settore immobiliare.

Analizzando le 13 città monitorate, la crescita dei livelli di attività è risultata uniforme e diffusa sia per le residenze che per gli immobili ad uso produttivo. La maggiore rigidità dei prezzi nel corso della crisi si riflette – per Nomisma – nell’andamento anticipatorio delle quantità rispetto ai valori, con un ritardo dei secondi che tende ad ampliarsi nel tempo.

In ambito residenziale l’offerta continua a crescere nei semicentri e nelle periferie mentre si conferma stabile nelle zone di pregio e nei centri. Nomisma individua in questa dinamica la prevalenza “ di posizioni da liquidare anche in assenza di segnali più chiari e univoci di mercato”.

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1 commento

  1. Andrea Rosso - 20 dicembre 2015

    Per quanto mi riguarda gli ultimi anni, dopo un momento piuttosto duro, sono stati i più floridi ed interessanti che ricordi 🙂
    Andrea Rosso

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