SEO per le agenzie immobiliari (fatto da chi è del settore)

Dopo aver parlato dei consigli inutili che si trovano in rete su come vendere casa tramite Adwords, parliamo di un altro mito sempre presente nei discorsi dei guru del web-marketing immobiliare e non: l’ottimizzazione per i motori di ricerca, ovvero la cosiddetta SEO.

Il concetto di SEO è ormai noto o almeno dovrebbe esserlo. Se vi serve un ripasso, una lettura alla relativa pagina di Wikipedia va più che bene per rispolverare la memoria.

Torniamo invece ai consigli che si trovano online. Nella maggior parte dei casi si tratta di consigli tecnici corretti ma molto universali, che vanno bene in generale per i siti di qualsiasi settore e di qualsiasi azienda ma poco contestualizzati alla realtà e all’attività immobiliare. Per esempio, si parla molto di tag, metatag, title, description, h1, h2, h3, alt, ecc.

In alcuni casi, ci si rende conto della forte concorrenza che c’è nel settore immobiliare a causa del numero di agenzie e della quantità di annunci e allora si consiglia di puntare a rafforzare il posizionamento per il nome dell’agenzia e la zona nella quale si opera.

E basta.

Di tutti gli articoli e i discorsi che si trovano in rete cercando notizie sulla SEO per le agenzie immobiliari non si trova null’altro che consigli dove basterebbe sostituire le parole “agenzia immobiliare” con “concessionaria auto” per far andare bene quei discorsi a un altro settore.

Parliamo invece di come migliorare il posizionamento sui motori di ricerca facendo qualcosa che gli agenti immobiliari fanno da sempre: qualificarsi tramite il portfolio passato.

Avete presente il cartello dell’agenzia con la striscia “venduto”? E’ un classico del settore. Si fa da sempre e ha un presupposto commerciale molto importante. Serve per qualificarsi in un determinato mercato. Immaginate un proprietario interessato a vendere che vede un cartello “venduto” sul portone accanto al suo. Sicuramente contatterà quell’agenzia e si crea così una notizia forte. Sa di trovare in quella agenzia un data base di nominativi interessati a quella via. Sa di trovare un agente che conosce la zona perché si è appena occupato di una transazione simile. Insomma, il cartello “venduto” serve a qualificare l’agenzia e a fare notizie. Gli stessi vantaggi possono essere portati sul web con in più importanti risvolti in termini di SEO.

Immaginate il sito di un’agenzia che opera in zona Porta Garibaldi a Milano. Ovviamente siamo a Milano e avrà poche chance di finire in cima ai risultati organici di Google con i propri immobili. Però a quella agenzia potrebbe tornare utile avere un buon posizionamento per le ricerche di un’agenzia in zona Porta Garibaldi. Ecco allora che il portfolio immobili passato ci viene in aiuto perché ci consente di avere molte più pagine nel sito che parlino di case in vendita (vendute) in zona Porta Garibaldi. Forse quell’agenzia ha in questo momento 20 case in vendita in zona. Pochissime se le immaginiamo nel mare magno di Google in mezzo a portali e aggregatori. Però forse in passato ne ha vendute 100 di case nella stessa zona che potrebbero confluire in un’area del sito dedicata. In America molti lo fanno e nei siti oltre all’area dedicata al listing attuale, si crea un’area che per esempio viene chiamata “sgnificant sales” con una corposa selezione di immobili già venduti che servono a qualificare l’agenzia e a sollevarne le sorti sui motori di ricerca.

Creare un parallelo tra il cartello “venduto” e un’area del sito “significan sales” è un passaggio logico naturale per chi fa web marketing venendo dal mondo real estate. In assenza di una conoscenza diretta del real estate, qualsiasi discorso di web marketing, per quanto corretto tecnicamente, risulta solo fumoso e poco pratico.

 

Antonio Rainò per Immobiliare.com

 

PS di questo e di altro ancora abbiamo parlato al convegno “Il marketing e il webmarketing come leve per creare valore nel real estate” che si è tenuto a EIRE 2013.

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1 commento

  1. Agenzia Web It Serv - 30 settembre 2013

    Finalmente un articolo che parla di SEO vera, non di quella da quattro soldi che ormai conoscono anche i muri.

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