Strategie per vendere meglio, a partire dall’acquisizione

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In ogni mestiere per poter commerciare bene e guadagnare bene bisogna operare il meglio possibile a monte e questo vale anche per la professione dell’Agente Immobiliare. Un punto focale sul quale occorre basarsi in questo particolare caso è – acquisire bene per vendere bene -.

L’acquisizione di un immobile, e la correlata conseguenza dell’esporlo al pubblico, sono sicuramente i momenti più importanti nell’attività di un Agenzia ma molti li sottovalutano.

La fretta, la noncuranza, la pigrizia e l’ottusità sono cattive consigliere e non permettono di vendere una casa in poco tempo quando invece, sovente, potrebbe essere possibile.

Durante l’acquisizione non si ottiene solo l’immobile in sé ma anche la fiducia del cliente, il quale, affidandosi al professionista, permette a quest’ultimo di operare come maniera e saggezza vogliono vale a dire occuparsi e dedicarsi a quell’alloggio prima di metterlo in vetrina. Far risaltare i suoi lati positivi, modificarlo se occorre, renderlo piacevole e accogliente, in piena libertà. Ci sono Agenzie che addirittura si affidano ai propri Home Stager e persino a Ditte di Pulizie per rendere quella casa fresca, ordinata e pulita. Piacevole per chi guarda e accattivante. Cosa che pochi fanno. Le pulizie, all’interno di un appartamento, rare volte vengono prese in considerazione e, se non lo sporco, il disordine quanto meno regna sovrano.

Tutto questo prima di immortalare dentro a delle immagini l’immobile che, a quel punto, potrà offrire agli occhi di guarda, il meglio di sè.

Così facendo le richieste saranno molte ed è in questo momento che diversi esperti consigliano di mettere in pratica una strategia anch’essa poco utilizzata soprattutto qui in Italia mentre negli Stati Uniti va molto di moda e fa tendenza: dare appuntamenti ai probabili acquirenti ravvicinati tra loro. Ossia, nello stesso giorno, ora dopo ora, un incontro dopo l’altro se non addirittura contemporaneamente.

Se per alcuni questa può essere vista come una mancanza di rispetto verso l’eventuale compratore, in quanto pare non riuscire a dedicargli il giusto tempo, per altri invece è un’efficace tecnica psicologica. Crea competizione tra i clienti e questo li fa decidere più velocemente. La teoria del “possesso” non accetta infatti che qualcun altro possa ottenere ciò che poteva essere nostro. Il cliente peraltro avrà modo di rivedere l’alloggio in un secondo tempo, questo bisogna sempre concederlo, nel quale si potrà dedicare a lui maggior tempo e attenzione rispondendo ad ogni sua domanda ma, come in una mostra, la prima occasione dovrebbe essere quella di osservare senza poter far molto di più.

Questo fa si che l’Agente Immobiliare eviti di perdere tempo inutile, denaro per gli eventuali spostamenti e il dover rispondere a questioni che spesso non hanno neanche un fine. Le domande mirate e consone infatti vengono pronunciate dal richiedente prevalentemente dopo essersi fatto un’idea di ciò che ha visto e nel caso l’immobile non facesse al caso suo non è nemmeno obbligato a inventare discorsi solo per una questione etica di educazione.

Il lavoro dell’Agente Immobiliare è proprio quello di dedicarsi al visitatore ma, l’Agente di cui stiamo parlando, è un professionista che seguendo le regole di cui abbiamo appena parlato ha molto lavoro da svolgere a partire dalla sopracitata acquisizione. Per questo deve scremare ottenendo la clientela più interessata e andare a colpo sicuro evitando di sprecare ore ed energie.

Il sentir dire – Ho venduto una casa in due giorni – come spesso accade, non è una favola, è realtà. Ma come in un puzzle, ogni tassello deve essere messo al posto giusto incastrandosi alla perfezione fin dai primi movimenti. Ci sono case “facili” e altre più “difficili” da proporre ma non sono gli immobili a comandare e gestire l’operazione.

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